Lavorare con i Gruppi

Tutti gli psicoterapeuti dell’associazione hanno una formazione gruppoanalitica, delle relazioni oggettuali, della psicologia del sé e familiare, ed in particolare si rifanno alla teoria ed alla metodologia terapeutica originale gruppoanalitica di Diego Napolitani. Foulkes,

 

Il lavoro con i gruppi

 

Gli ambiti di intervento della gruppoanalisi sono differenziati secondo tre principali modalità: a) analisi in gruppo, in cui ogni partecipante a rotazione assume il ruolo di protagonista; b) analisi di gruppo, in cui ogni verbalizzazione è espressione del gruppo; c) analisi attraverso il gruppo, in cui l´attenzione è rivolta all´individuo, al gruppo e alle dinamiche relazionali inconsce che vengono mobilitate nel gruppo stesso. La Gruppoanalisi può essere definita come un paradigma epistemologico che estende la concezione psicoanalitica dell´individuo ad un essere in interazione dinamica con altri individui in diversi tipi di raggruppamenti sociali. Già Freud nel 1921 creava i presupposti della Gruppoanalisi in “Psicologia delle Masse e analisi dell´Io”: “nella vita del singolo l´altro è sempre presente, come modello, come oggetto, come nemico, soccorritore, e pertanto la psicologia individuale è anche fin dall´inizio, psicologia sociale”, senza, però, sviluppare ulteriormente queste intuizioni. Il maggior contributo per una ri-fondazione gruppale della psicoterapia venne da Kurt Lewin, il quale ipotizzò che il gruppo fosse un tutto le cui proprietà erano differenti dalla somma delle singole parti che componevano il gruppo stesso. Le sue ricerche influenzarono due eminenti studiosi che tanto hanno dato alla Gruppoanalisi: W. Bion (modalità di intervento di gruppo) e S.H. Foulkes (modalità di intervento mediante il gruppo). Possiamo far risalire la prima esperienza gruppoanalitica agli anni ´40, con l´esperimento condotto da Foulkes presso l´ospedale psichiatrico di Northfield che offrì lo spunto per estendere ed applicare l´esperienza gruppoanalitica a campi non necessariamente terapeutici. Per Foulkes la mente è un fenomeno trans-personale e trans-generazionale; il bambino è determinato dai suoi genitori che sono a loro volta determinati dalla loro famiglia, cultura, dal contesto relazionale che l´individuo a sua volta contribuisce a creare man mano che cresce. L´inconscio è il luogo di relazioni presenti nel singolo e la vita psichica è un fatto relazionale. Il gruppo sia terapeutico che familiare viene letto per ciò che accade nel “qui ed ora”e l´attenzione viene posta sul processo attraverso il quale il gruppo sperimenta affetti, pensieri, emozioni. L´individuo è inserito nella matrice del gruppo al cui interno si assiste ad una discussione liberamente fluttuante. La Gruppoanalisi, afferma Foulkes, è una forma di “psicoterapia praticata dal gruppo, nei confronti del gruppo, ivi incluso il suo conduttore”ed opera su una relazione multipersonale basata su un transfert multiplo ma anche su molti altri fattori non transferali più inerenti all´hic et nunc quali il rispecchiamento, la risonanza, l´esperienza emotiva correttiva e l´Ego training in action. Anche Bion cominciò a lavorare con i gruppi intorno agli anni ´40. Egli definì il gruppo come un sistema composto dalle dinamiche dei partecipanti che costituiscono un apparato psichico che è sovraordinato a quello individuale. Il gruppo consente che la “gruppalità interna” di ciascun componente venga esternalizzata e drammatizzata consentendo di esprimere ciò che normalmente non avviene in ambito sociale o familiare. L´Autore ipotizza, nel gruppo in analisi, la presenza di una realtà fantasmatica che condiziona la vita emotiva del gruppo che si esprime attraverso dei processi osservabili: gli assunti di base. Gli assunti di base non sarebbero altro che manifestazioni esteriori di qualcosa che è proprio del soggetto in un suo stato proto-mentale . Vengono distinti in: a)assunto di base di accoppiamento; b) assunto di base di attacco-fuga; c) assunto di base di dipendenza . Per Bion colui che cerca la propria identità è alla ricerca della verità e tende nel corso della sua vita a contattarla (“O”) e conoscerla (“K”). L´analista dovrebbe porsi nei confronti dell´analizzando senza desiderio e senza memoria, allo scopo di rendersi più sensibile alla verità che l´analizzando inconsciamente cerca e non riesce ad individuare. Questo nel gruppo promuove l´emergere dell´”idea nuova”. Bion coglieva principalmente i contenuti inconsci del gruppo negli interventi dei singoli, nonché il transfert gruppale sul leader mentre Foulkes prestava maggiore attenzione al vissuto dei partecipanti al gruppo, in particolare alla “matrice” ovvero alla rete di rapporti, consci ed inconsci, reciproci fra i partecipanti. La Gruppoanalisi sviluppava, quindi, presupposti molto diversi dalla Psicoanalisi. Il lavoro con i gruppi richiedeva un approccio qualitativamente alternativo a quello legato al rapporto duale, tipico della Psicoanalisi. Da un iniziale sviluppo in Inghilterra con il principale contributo di S.H.Foulkes e con la fondazione della “Group Analitic Society of London” il pensiero e la pratica gruppoanalitica si sono estesi in molti altri paesi tra cui l´Italia introdotti tra gli altri da Fabrizio e Diego Napolitani che hanno elaborato costrutti teorici e metologici, in una prospettiva fenomenologico-ermeneutica. Diego Napolitani con il fratello Fabrizio in stretta collaborazione con altri analisti hanno fondato nel 1974 la Società Gruppoanalitica Italiana, di cui attualmente è Presidente Onorario. Per D. Napolitani la mente è relazione ed i processi mentali sono riconducibili a tre tipologie: Universo Reale, Universo Immaginario ed Universo Simbolico; “Il ´cosmo mentale´ è dunque un ´multi–verso´ in continuo divenire proprio in funzione della incessante interazione dei singoli universi tra loro, pur se, sul piano dell´esperienza vissuta e dei fenomeni che la manifestano”. Il prefisso ´gruppo´ del termine ´gruppo-analisi´ si riferisce al concetto di gruppalità interna: “La gruppalità interna è la presenza in ogni individuo di identificazioni fondative, modelli relazionali, che corrispondono ai gruppi familiari di origine (transgenerazionale), ai gruppi di riferimento e ai loro codici culturali. Ciò implica che questa pratica analitica non è vincolata a un setting gruppale, poiché l´analisi delle gruppalità interne può essere parimenti svolta sia in un contesto di gruppo che in quello duale”(D.Napolitani). L´interazione tra individuo ed ambiente comporta che ogni modificazione interveniente modifica lo stesso agente di modificazione ed ha il carattere della strutturalità, non essendo possibile l´esistenza dell´ambiente senza un individuo che lo percepisce come tale. Allo stesso modo l´identità di ogni singolo individuo non è altro che l´espressione delle interazioni tra ciò che ha internalizzato dell´ambiente, che prende il nome di idem, ed un principio interno che lo auto-riorganizza, chiamato autòs. Per Napolitani l´esistere è creare il mondo che ci crea in quanto suo creatore. L´esserci è “l´esito di un momento transizionale e trasformazionale” in una modalità autopoietica dell´organizzazione umana. La Gruppoanalisi, inoltre, ha integrato nel tempo una serie di contributi provenienti da diverse discipline: la psicologia sociale dei gruppi, i contributi sistemici, la teoria della complessità, ed altri ancora.

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